Requisiti per fare assistenza agli anziani e ai disabili
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L’assistenza socio-sanitaria è un’attività che ha sempre maggior preponderanza nella società attuale. Nelle società più avanzate, grazie alla medicina, aumenta costantemente degli anziani. Nonostante la medicina, stili di vita poco sani portano però anche ad un aumento delle patologie che rischiamo di dover affrontare. Di conseguenza, aumentano le necessità di assistenza, più o meno qualificata. Scegliere l’operatore adatto è fondamentale per vivere al meglio i momenti di difficoltà.

Gli operatori e che ruolo svolgono

Esistono diverse categorie di operatori normalmente si occupano dell’assistenza ad anziani e disabili, ognuno con diverse professionalità. Conoscere le varie categorie ci aiuta a scegliere l’operatore più adatto alle nostre esigenze. Anche perché l’assistenza non andrebbe mai improvvisata perché ad ogni patologia corrispondono determinate caratteristiche e attenzioni che vanno riportate verso il paziente. Ecco spiegate per voi le principali figure dell’assistenza socio-sanitaria con le varie caratteristiche e alcune indicazioni su quando scegliere ciascun operatore.

La badante

La badante è forse la figura più conosciuta, anche perché a volte si usa questo termine generico per parlare in modo generico di assistenza. Normalmente si distingue tra badante convivente e badante a ore, anche chiamata assistente familiare.

La badante convivente è quell’operatore che si trasferisce a vivere a casa dell’assistito e dorme nella sua casa. Si tratta di una figura regolamentata da un contratto di lavoro nazionale,  on delle regole e mansioni ben definite. La badante a ore invece è di solito un operatore senza qualifica, uno dei corsi di base per queste figure è quello delle “Competenze minime”. L’assistente svolge attività più o meno generiche a casa dell’assistito soprattutto in orario diurno, con un massimo per contratto di 40 ore a settimana.

La badante ha come ruolo quello di prendersi cura dell’assistito e della sua casa. Si occupa delle pulizie, della preparazione dei pasti, della spesa nell’ambito della casa, mentre nell’ambito dell’assistenza si occupa della cura della persona, dell’igiene e dell’accompagnamento.

Valutare correttamente la badante è fondamentale perché sia in grado di gestire l’assistito nel modo migliore. La cura del paziente infatti dipende molto dalla patologia e possono esserci dei casi in cui l’assistenza è complicata e ha bisogno di determinate competenze. Quando si assume è il caso di essere molto chiari su quali sono le necessità e le condizioni del paziente e di valutare le esperienze passate della badante per trovare dei riscontri con le sue attività passate che ci consentono di capire se ha esperienza con la patologia che ci serve.
infermiere

 

L’OSS e l’OSA

Si tratta di due qualifiche nell’assistenza che sono regolarmentate a livello regionale o nazionale. L’OSA, Operatore Socio Assistenziale (in alcune regioni chiamato ADEST) è una qualifica che prevedeva dei corsi di base per l’assistenza di varia durata. Questa figura si è poi evoluta nell’OSS, Operatore Socio-Sanitario. Si stratta in questi casi di una qualifica unificata a livello nazionale che prevede un corso e un tirocinio della durata determinata per legge. L’OSS attualmente è l’operatore che può lavorare in ospedali e case di riposo ed ha competenze di tipo sanitario.

Nel domiciliare l’OSS normalmente opera per servizi cosiddetti ad accesso, come l’assistenza nell’igiene, l’assistenza al pasto o il bagno o doccia assistiti. Quando il servizio richiede una certa formazione a causa di patologie particolari, l’OSS è certamente la figura più adatta a gestire le complessità. L’OSS ha modo di agire anche su servizi sanitari come piccole medicazioni o il cambio di cateteri e PEG, ma bisogna stare attenti a non entrare in quelli che sono i compiti dell’infermiere. La figura dell’OSS è una figura intermedia che assicura una buona competenza ed esperienza ma consente di tenere più bassi i costi dell’assistenza rispetto all’impiego di un infermiere. L’OSS ha come attestazione un certificato che conferma il superamento del corso.

 

L’infermiere

L’infermiere è una figura sanitaria che viene formata con un corso di laurea e richiede l’iscrizione ad un Albo professionale chiamato IPASVI per poter svolgere le attività infermieristiche. L’infermiere pertanto per essere riconosciuto deve avere il tesserino aggiornato dell’albo ed essere provvisto di un’assicurazione professionale.  E’ importante ricordare che la normativa italiana è particolarmente complessa nel riconoscimento degli infermieri laureati all’estero, pertanto è sempre opportuno richiedere il tesserino prima di intraprendere dei servizi sanitari di pertinenza dell’infermiere.

Le attività dell’infermiere sono spesso ad accesso, e le più comuni sono le iniezioni, i clismi, le medicazione, la gestione delle piaghe da decubito o dei cateteri, i prelievi del sangue. Ci sono ovviamente tante altre attività che possono essere svolte in esclusiva da questa figura professionale. E’ sempre meglio rispettare queste regole e non lasciar fare queste attività ad altre figure perché l’infermiere è formato per essere in grado di gestire le emergenze sanitarie, come allergie e shock.

Una figura a parte è l’infermiere pediatrico specializzato nella cura del malato infantile.

In alcuni casi, a seconda del lavoro, l’infermiere gestisce anche attività di pertinenza dell’OSS, specialmente se si tratta di casi delicati su cui bisogna avere conoscenze particolari, occupandosi pertanto anche dell’igiene o dell’accompagnamento.

fisioterapista

Il fisioterapista

Il fisioterapista è anch’esso un professionista sanitario con la laurea in fisioterapia.Si occupa di prevenzione, diagnosi funzionale, cura e riabilitazione delle patologie o disfunzioni nelle aree della motricità, delle funzioni corticali superiori e di quelle viscerali.

Da un punto di vista giuridico il fisioterapista non è iscritto ad un albo ed il suo riconoscimento si basa sull’attestato di laurea che implica il superamento dell’esame di abilitazione. Il problema dei fisioterapisti abusivi è un fenomeno grave in Italia e quindi quando vi rivolgete a uno di loro è importante controllare gli attestati, sia dal punto di vista della salute che da quello del riconoscimento dei servizi di fisioterapia da un punto di vista di detrazioni fiscali e di assicurazione.

La fisioterapia si basa sempre su una condizione diagnosticata dal medico che dà indicazioni su quelli che possono essere i risultati. Su queste basi, il fisioterapista fa una valutazione della situazione ed elabora un processo riabilitativo attuato con un ciclo di sedute.

I casi più comuni in cui interviene il fisioterapista sono la riabilitazione post ictus, quella post intervento o a seguito di un trauma. In alcuni casi, con corsi specialistici, il fisioterapista può occuparsi di manovre di linfodrenaggio o di rieducazione posturale. Un’altra attività svolta da questo professionista è anche quella di valutare quali ausilii possono essere utilizzati dal paziente per migliorare le sue condizioni fisiche ed ambientali.

Al giorno d’oggi si parla molto anche si osteopatia. Si tratta di un percorso di studi extra rispetto alla laurea. Si tratta di una branca della medicina alterativa che può essere utilizzata nel caso di assenza di lesioni organiche. Va sottolineato che un osteopata non è automaticamente un fisioterapista e la sua qualifica va controllata.

 

Il logopedista

Il logopedista è un’altra figura sanitaria formata attraverso un corso di laurea sotto la facoltà di medicina. Si tratta di un professionista che si occupa dello studio, della prevenzione, della valutazione e della cura delle patologie legate alla voce ed al linguaggio. Sono inclusi anche problemi alla comunicazione, alla deglutizione ma anche alla memoria e all’apprendimento.

Alcuni dei disturbi possono essere patologie neurologiche e neuropsicologiche, come i ritardi di sviluppo del linguaggio, la dislessia, i disturbi dell’attenzione. Altri possono essere di carattere neurocomportamentali come risultato di traumi cranici, patologie cerebrali, autismo o demenza. Infine possono essere legate a problemi otorinolaringoiatrici e foniatrici, come le difficoltà di linguaggio legate alla sordità, alla balbuzie, alla deglutizione disfunzionale.

Il logopedista interviene anche in caso di traumi che influiscono sul linguaggio e la comunicazione.

Il logopedista, sulla base di indicazioni mediche, valuta ogni paziente in base alle sue peculiarità e sviluppa un percorso di riabilitazione adatto all’esigenza. Molto spesso i logopedisti si occupano di bambini in quanto i problemi del linguaggio si manifestano nell’infanzia. Inoltre altro campo di applicazione è il trattamento post ictus o post trauma.

logopedista

Il terapista occupazionale

La terapia occupazionale (TO) è una disciplina che basandosi su attività di riabilitazione consente di sviluppare o recuperare competenze della vita quotidiana in persone affette da disabilità cognitiva, fisica o psichica. Il terapista occupazionale si occupa anche di eliminare le barriere ambientali per aumentare l’autonomia dei suoi pazienti nello svolgimento delle attività di ogni giorno. Questo tipo di terapia viene incentrato di volta in volta sul paziente per creare la riabilitazione più adatta a ciascuna persona. Anche il terapista occupazionale è una figura sanitaria in possesso di diploma universitario.

Le attività utilizzate nella terapia occupazionale sono di tipo manuale, ludico, o l’apprendimento e la gestione delle attività quotidiana. In particolare si lavora su

  • attività del vivere quotidiano, cioè quelle attività mirate alla cura personale del corpo;
  • attività strumentali del vivere quotidiano all’interno della casa e della comunità che spesso richiedono interazioni più complesse
  • lavoro che include leattività che consentono al paziente di svolgere un lavoro remunerato o attività di volontariato,
  • tempo libero
  • partecipazione sociale.

 

Lo psicomotricista

Lo psicomotricista è il professionista che lavora con la persona attraverso la valorizzazione del corpo. Questa disciplina infatti considera il corpo come base dello sviluppo dell’identità, della vita emotiva, delle conoscenze. E’ attraverso il corpo inoltre che possiamo anche relazionarci con gli altri. Ognuno di noi, con il nostro vissuto sviluppa una globalità psichica e corporea che sono legate indissolubilmente. Lo psicomotricista pertanto vuole arrivare alla comprensione dell’uomo quando esistono problemi psichici che si manifestano con disordini nel movimento. Tali disturbi possono essere presenti in tutte le età e situazioni. Lopsicomotricista valuta ciascuna situazione e adatta poi le tecniche più adatte a ciascun paziente. Tra le attività che possono essere svolte e che hanno il corpo come punto centrale ci sono attività senso-percettivo-motorie, grafomotricità, gioco, rilassamento, attività simbolica e rappresentativa, ecc. L’individuo, bambino adulto o anziano, attraverso attività di gioco, ha la possibilità di scaricare le tensioni interne, di riproporre le proprie emozioni, anche conflittuali, legate alle esperienze della quotidianità, e di elaborare nuove strategie per viverle più serenamente.

Lo psicomotricista si forma presso scuole private di psicomotricità presenti sul territorio nazionale della durata di tre anni. Non si tratta di una figura definita da normativa pubblica ma solo da autoregolamentazione di associazioni private di settore.

  1. ho bisogno di assistere un anziano o un disabile o una persona che ha bisogno d’aiuto,sopratutto la notte,sono un assistent domicilio,con esperienza e sono inoccupato da formia