Cura della persona e dell’ambiente circostante
5 (100%) 3 voti

L’anziano che vive da solo necessita molto spesso di assistenza nella cura della sua persona, sia per quel che riguarda l’igiene personale che dell’ambiente. Molto spesso questo tipo di assistenza domiciliare consente di avere un impatto positivo sulla qualità della vita del paziente nonostante possa essere svolto anche tramite poche ore di assistenza giornaliera o settimanale, e pertanto facile da organizzare. Come per tutto ciò che riguarda la cura della persona e dell’ambiente, valutare bene i bisogni e quale tipo di operatore svolge il servizio è fondamentale.

 

Cura dell’igiene personale e dell’abbigliamento

Ogni persona nel corso della propria vita sviluppa una serie di abitudini legate all’igiene personale ed all’abbigliamento. La cura di sé in questo senso rientra tra i bisogni fondamentali dell’individuo in quanto lo aiuta con l’autostima e con le relazioni sociali, oltre ad essere espressione della propria personalità. Quando una persona non riesce più a far fronte a questo bisogno in maniera autonoma, l’inserimento di un’assistente può risultare traumatico e va quindi gestito con molto tatto.  

In fin dei conti però questa parte può diventare anche un perno su cui ruota la giornata del malato e può diventare quasi un allenamento alla sua autonomia. Pertanto l’operatore che fa l’assistenza all’igiene deve per prima cosa valutare il livello di autosufficienza e tarare su questo il suo intervento, in modo da utilizzarlo come stimolo al mantenimento e miglioramento dell’autonomia esistente. Una formazione in questo settore è quella dell’Operatore Socio Sanitario.

Parlando invece di abbigliamento, dobbiamo anche vederlo in un’ottica di sicurezza dell’assistito in quanto abiti comodi e scarpe adatte possono avere un impatto sul rischio cadute e sul benessere generale della persona. Quando si aiuta la persona a scegliere l’abbigliamento bisogna anche tenere conto che i bisogni di un malato sono diversi rispetto ad un adulto normale, ad esempio l’anziano spesso sente molto più il freddo e soffre meno il caldo, e pertanto queste caratteristiche vanno tenute in considerazione.

Aide la personne - Hygine corporelle

Preparazione dei pasti e gestione dell’alimentazione

L’alimentazione con l’aumentare dell’età diventa sempre più importante, anche perché gli stimoli diminuiscono. Per un paziente con patologie cronico degenerative è ancora più importante per non arrivare a crisi di malnutrizione e per ridurre al minimo le ricadute della patologia e i momenti di perdita di autonomia. Purtroppo in Italia la malnutrizione, ovvero lo squilibrio tra le necessità dell’organismo e i nutrienti consumati, causa fino all’80% tra i nuovi ricoveri negli ospedali e spesso questa condizione è aggravata durante la degenza.

Il bisogno di preparazione e somministrazione dei pasti è un intervento a cui è formato l’Operatore Socio Sanitario, che si assicura che il paziente non corra pericoli e venga assistito al pasto in sicurezza. Infatti i motivi che possono portare ad una necessità assistenziale sono: condizioni fisiologiche, patologiche o inabilità fisiche che possono spesso essere collegate a problematiche di masticazione e deglutizione.

L’assistenza al pasto include il supporto nella preparazione del paziente prima e dopo del pasto includendo l’assistenza al lavaggio delle mani e dei denti, la sistemazione ed areazione del locale, la pulizia del luogo in cui si mangia, l’assistenza al pasto in sé che include anche aiuto nel mantenimento della postura corretta e controllo in caso di disfagie. Infine un’azione a volte sottovalutata è quella di tenere sotto controllo e annotare regolarmente come il pasto sia andato per poter avere sempre un controllo nel medio periodo dell’andamento della nutrizione nel paziente.

Tra le cose cui prestare attenzione:

  • sistemare piatti e posate affinché siano facilmente raggiungibili in caso di persona autosufficiente o viceversa non raggiungibili per sbaglio in caso la persona non sia autonoma,
  • preparare i cibi in modo che siano facilmente masticabili e deglutibili,
  • imboccare la persona se necessario, rispettando i suoi tempi.

In tutti i casi l’obiettivo dell’assistenza dovrebbe essere quello di mantenere o migliorare l’autonomia dell’assistito e assicurarne la sicurezza.

 

Gestione della terapia domiciliare

Con l’avanzare dell’età il numero di prescrizioni mediche aumenta e spesso la gestione da parte del paziente diventa problematica. In molti casi è la famiglia che si fa carico dell’assistenza in questo settore, anche perché da un punto di vista legislativo e di competenze la gestione della terapia va svolta dall’infermiere, l’unico operatore con le competenze per seguire le indicazioni del medico e valutarne gli effetti.

La cosa cui prestare maggiore attenzione è proprio quella di seguire le prescrizioni al fine di assicurare la salute del paziente, facendo in modo che dosi ed orari siano il più corretti possibile.

Il problema maggiore che affrontano le famiglie in questo ambito sono i casi in cui l’anziano autonomo può gestire da solo le medicine ma non lo fa con la precisione richiesta, rischiando dimenticanze o duplicazioni della terapia. In questi casi una preparazione periodica della terapia settimanale e un controllo giornaliero, magari telefonico, possono essere una soluzione facilmente adottabile dai famigliari.

Qualora si impieghi un operatore nell’assistenza, che non sia un infermiere, bisogna ricordare che la sua funzione può essere solo quella di ricordare al paziente di prendere le medicine, non quella di somministrarle.

Particolare attenzione in fatto di somministrazione va fatta relativamente alle iniezioni che devono essere fatte esclusivamente dall’infermiere per non incorrere in errori, problemi di dosaggio o crisi allergiche. La famiglia non dovrebbe mai richiedere all’assistente familiare o alla badante di occuparsi delle iniezioni, e quest’ultime non dovrebbero mai offrirsi di farle.

somministrazione-farmaci

Gestione del tempo (attività ricreative e uscite)

Il mantenimento o miglioramento dell’autonomia dell’anziano passa molto spesso nel mantenimento di una mente attiva e di un’attività fisica adeguata alle sue condizioni. L’assistente o il care giver familiare dovrebbe sempre avere l’obiettivo di mantenere attivo l’assistito, organizzando il suo tempo con attività ricreative od uscite. A seconda della situazione dell’assistito dovranno essere coinvolti operatori più o meno professionali.

La lettura di un libro, le parole crociate, una passeggiata o l’incontro con amici e vicini di casa possono essere un salvavita per l’anziano.

Andare con lui a fare la spesa o a comprare il giornale o il pane possono essere attività sottovalutate o relegate in quanto considerate una perdita di tempo o un incombenza da svolgere al posto dell’assistito. Cercare invece di organizzare la sua giornata attorno a semplici attività che ne mantengano l’autonomia e che gli facciano capire di avere ancora il controllo può essere una strategia vincente.

Nell’ambito della gestione del tempo, il mantenimento delle relazioni sociali è anche molto importante. Per questo associazioni o strutture anche pubbliche organizzano attività ricreative di gruppo per gli anziani, a seconda della loro condizione psico fisica. Ogni città ha le sue strutture e le famiglie che hanno bisogno di supporto possono rivolgersi al proprio medico di base o agli assistenti sociali sul territorio per conoscere le varie possibilità.

 

Igiene dell’ambiente di vita

Vivere in un ambiente confortevole e pulito è fondamentale ma molto spesso gli anziani fanno fatica a farsi aiutare, perché non amano che qualcuno metta mano tra le proprie cose. Inoltre soprattutto le donne abituate a farlo per tutta la vita lo vedono come un segnale di manchevolezza, che le porta quasi a sentirsi in colpa.

Per questa attività possono essere coinvolte le colf, che svolgono solo questa attività, o le assistenti familiari e le badanti che includono anche questa attività tra i servizi di assistenza domiciliare che svolgono all’interno del loro ruolo professionale.

Anche in questo caso c’è bisogno di una certa sensibilità per non far sentir violata la privacy dell’anziano e in molti casi queste attività possono essere sfruttare come opportunità di mantenimento dell’autonomia rimasta nell’anziano. Valutando il carattere dell’anziano, coinvolgerlo in attività di messa in ordine e pulizia, magari seguendo le sue indicazioni quando possibile, lo aiutano a sentirsi utile e ancora in forma migliorando la sua autostima, la sua voglia di fare e la sua autonomia. Tutto questo sempre stando attenti alle situazioni pericolose e affiancandolo il più possibile.

Tenere la casa come la desidera l’anziano sotto questo punto di vista, evita anche che possa prendere iniziative pericolose quando è da solo, per fare quello che lui ritiene necessario ma che non è più in grado di svolgere e pertanto mettendo a rischio la sua sicurezza.

gestione-tempo

Come rendere sicuro l’ambiente in cui vive l’anziano

A questo punto abbiamo visto come molte delle attività che si svolgono normalmente possono essere utilizzate per mantenere vivo lo spirito dell’anziano il più a lungo possibile e vanno valutate di volta in volta in modo attento dall’operatore professionale che si prende cura della persona e con il coinvolgimento della famiglia.

Al fine di consentire che queste attività possano svolgersi in sicurezza, analizzare l’ambiente in cui l’anziano vive e renderlo sicuro è fondamentale. Ci sono alcuni accorgimenti che sono molto importanti in questo campo:

  • Corridoi e passaggi: gli spazi di passaggio devono permettere movimenti agevoli, anche in momenti di malessere o di notte, pertanto è importante liberare il passaggio, non camminare mai al buio, eventualmente attivando delle luci notturne sui percorsi più frequenti, aiutarsi con un bastone da tenere sempre a portata di mano;
  • Pavimenti: i pavimenti scivolosi o irregolari sono uno dei peggiori fattori di rischio per la camminata dell’anziano pertanto bisogna fare attenzione che non siano bagnati o lucidati troppo e bisognerebbe sempre usare scarpe adatte alla propria situazione;
  • Tappeti: i tappeti, soprattutto quelli piccoli, tendono a sollevarsi, spostarsi o arrotolarsi, con rischio di inciampo ed anche le frange possono essere causa di caduta. Se la soluzione ideale in casa dell’anziano sarebbe toglierli, un’altra soluzione è quella di rinforzare gli angoli dei tappeti applicando della stoffa sul retro o una rete di gomma antiscivolo;
  • Bagno: il bagno è un ambiente particolarmente a rischio di caduta per la scivolosità dei pavimenti, e per la limitazione degli spazi. Con l’età però l’uso aumenta, spesso anche al buio, causando un possibile disorientamento e aumentando la possibilità di cadute. Ridurne il rischio è possibile usando tappeti antiscivolo sia a terra che nella vasca o nella doccia, usando dei sedili in vasca e doccia per avere più stabilità, adottando i maniglioni di supporto nella vasca, in doccia o vicino al water, ed infine per aiutare l’alzata da quest’ultimo può essere utile usare il copriwater rialzato.

Mentre queste indicazioni possono essere valide per gli anziani in generale, alcuni accorgimenti possono essere presi in caso di malati di demenza senile o alzheimer. In questi casi si consiglia di semplificare al massimo gli ambienti e tenerli molto ordinati, evitare di spostare oggetti o mobili, avere una buona illuminazione per non creare la sensazione di smarrimento ed eventualmente aggiungere anche delle indicazioni segnaletiche all’interno della casa, ed infine isolare la casa in modo da ridurre i rumori esterni che possono creare confusione e malessere nel paziente.